IL PATRIMONIO MONDIALE DELL'UNESCO

Sempre più frequentemente si sente parlare di siti considerati patrimonio dell'Umanità in quando inseriti all'interno della Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO (UNESCO World Heritage).  Ma cosa vuol dire esattamente che un sito è considerato patrimonio dell'Umanità? Per capirlo dobbiamo partire dalla Convenzione del Patrimonio mondiale di Parigi del 1972 " CONVENZIONE RIGUARDANTE LA PROTEZIONE SUL PIANO MONDIALE DEL PATRIMONIO CULTURALE E NATURALE".  Nella Convenzione vengono fornite le definizioni del Patrimonio Culturale e Naturale.  I beni culturali sono definiti  come monumenti o insiemi eccezionali storicamente, artisticamente o scientificamente. I siti naturali sono formazioni fisiche o biologiche che hanno valore estetico o scientifico straordinario. I siti misti, frutto dell'azione combinata della natura e dell'uomo, conservano la memoria di modi di vita tradizionali e rappresentano il legame tra la natura e la cultura. Alla Convenzione hanno aderito oltre 170 Stati, che aderendo, si impegnano a proteggere i siti del proprio territorio che rientrano in una delle due definizioni. Ad alcuni di essi, quelli di particolare valore, l'Unesco riconosce il titolo di Patrimonio Mondiale, facendo sì che la loro tutela diventi una responsabilità ripartita fra tutti i membri della Comunità internazionale. La Convenzione, tra l'altro, ha istituito un Comitato internazionale con sede a Parigi presso l'UNESCO, che vigila sull'applicazione della Convenzione da parte dei firmatari e decide l'iscrizione di nuovi siti sulla Lista .

A seguito della 30° riunione annuale del Comitato avvenuta a Vilnius (Lituania) il 16 luglio 2006, sono stati aggiunti alla lista 18 nuovi siti per cui allo stato attuale la lista del Patrimonio Mondiale conta ormai 830 siti: 644 culturali, 162 naturali e 24 misti in 138 stati partner.

 

La prima lista del Patrimonio mondiale è stata compilata nel 1978. Fra i siti allora inseriti figurano la necropoli di Memphis e le piramidi di Giza in Egitto, il parco di Yellowstone negli Stati Uniti, le chiese creuse di Lalibela in Etiopia e la città antica di Damasco in Siria. Le Città Barocche del Val di Noto sono state inserite nel 2002.

Alcuni dei siti della lista dell'Unesco sono inseriti anche nella "lista del patrimonio mondiale in pericolo". Si tratta dei siti le cui condizioni destano serie preoccupazioni, per i quali esiste una minaccia "grave e precisa" di degrado e che richiedono grandi lavori di manutenzione.

Le procedure per l'iscrizione nella Lista, le norme per la selezione dei beni e l'individuazione dei criteri cui questi devono rispondere per l'iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale sono indicate nelle nelle Linee Guida Operative (accedi al sito ufficiale dell'UNESCO in lingua inglese) che, insieme al testo della Convenzione rappresentano il documento principale del Comitato per il Patrimonio Mondiale. I criteri vengono regolarmente rivisti dal Comitato per adeguarsi alla evoluzione del concetti di Patrimonio Mondiale.

Le procedure prevedono la presentazione delle domande da parte dei singoli Stati membri all'UNESCO.

Ogni Stato è tenuto a presentare una lista propositiva (tentative list) in cui vengono segnalati i beni che si intende iscrivere nell'arco di 5-10 anni. In una fase successiva viene predisposta e presentata, per ogni singolo bene, la documentazione completa che deve essere esaminata per l'iscrizione definitiva nella Lista.

La documentazione presentata viene esaminata dalla Commissione, con il supporto tecnico degli esperti dell'ICOMOS per i siti di valore storico-artistico e dell'UICN per i siti naturali.

Le domande di inserimento nella Lista propositiva italiana devono essere inoltrate dalle Amministrazioni competenti per la gestione del sito (es. Sindaco, Sovrintendenze o un Ente parco) al Presidente del Gruppo di Lavoro interministeriale presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Via di S. Michele, 22 - 00153 ROMA)

Tale gruppo valuta le diverse proposte pervenute ai fini della compilazione della nuova Lista propositiva. Ogni anno il Ministero per i Beni e le Attività Culturali decide quali Siti già presenti nella lista propositiva, debbano essere presentati al Comitato per il Patrimonio Mondiale.

In base alle indicazioni delle "Linee guide operative", per poter essere considerato di "valore universale eccezionale" un monumento, un agglomerato,  od un sito deve rispondere ad uno o più dei seguenti criteri:

  1. rappresentare un capolavoro del genio creativo dell'uomo

  2. aver esercitato un'influenza considerevole in un dato periodo o in un'area culturale determinata, sullo sviluppo dell'architettura, delle arti monumentali, della pianificazione urbana o della creazione di paesaggi

  3. costituire testimonianza unica o quantomeno eccezionale di una civiltà o di una tradizione culturale scomparsa

  4. offrire esempio eminente di un tipo di costruzione o di complesso architettonico o di paesaggio che illustri un periodo significativo della storia umana

  5. costituire un esempio eminente di insediamento umano o d'occupazione del territorio tradizionale, rappresentativi di una culturale (o di culture) soprattutto quando esso diviene vulnerabile per effetto di mutazioni irreversibili

  6. essere direttamente o materialmente associato ad avvenimenti o tradizioni viventi, idee credenze o opere artistiche e letterarie con una significanza universale eccezionale (criterio da applicare solo in circostanze eccezionali o in concomitanza con altri criteri)

Nel 1995 il Centro del Patrimonio Mondiale ha revisionato e ampliato le indicazioni degli Orientamenti, definendo i criteri relativi ai paesaggi culturali, intesi come opere congiunte della natura e dell’uomo.

Tale categoria di beni, che "illustrano l’evoluzione della società e degli insediamenti umani nel corso dei secoli, sotto l’influsso di sollecitazioni e/o di vantaggi originati nel loro ambiente naturale e delle forze sociali, economiche e culturali successive, interne ed esterne" (dal "Regolamento per l’attuazione della Convenzione sul Patrimonio Mondiale"), devono rispondere al requisito di valore universale eccezionale sulla base della loro rappresentatività in termini di regione geo-culturale chiaramente definita e del loro potere di illustrare gli elementi culturali essenziali e distinti di tali regioni.

Questo riconoscimento dei beni paesaggistici riflette una mutata sensibilità e consapevolezza del valore che il contesto può rivestire, al di là o in aggiunta al valore intrinseco dell'emergenza monumentale; una scala territoriale in cui le singole testimonianze monumentali sono collegate alla storia, all'immagine ed ai valori culturali di interi contesti paesaggistici.

Le classificazioni tipologiche dei paesaggi attualmente in uso nella Convenzione comprendono:

Poiché ciascun sito può essere eletto come patrimonio culturale dell’umanità in funzione di una o più motivazioni, il numero complessivo di criteri di selezione rappresenta una misura indiretta del valore qualitativo, oltre che quantitativo del sito inserito nella lista.
 

 

Decreto Istitutivo della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO

 

www.patrimoniounesco.it