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Il Registro delle Eredità Immateriali di Sicilia (REI) |
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Il Registro delle Eredità Immateriali di Sicilia (REI), nato con Decreto Assessoriale (D.A. del 26/07/2005 dell'Assessorato dei beni culturali, ambientali e della pubblica istruzione della Regione Sicilia) è conseguenza di quanto stabilito dalla Convenzione UNESCO del 17 ottobre 2003 "Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale". Dove oltre viene fornita la definizione di Patrimonio Culturale Immateriali, gli ambiti in cui tale patrimonio si manifesta e l'invito ai paesi membri di definire programmi specifici di identificazione e salvaguardia dello stesso. Gli ambiti segnalati in cui si può manifestare la Cultura Immateriali sono i seguenti:
L’obiettivo del REI è quello di identificare, classificare, salvaguardare e
promuovere le Eredità Immateriali della Sicilia, ossia la sua eredità culturale
che si trasmette oralmente di generazione in generazione e che in quanto tale è
particolarmente effimera e soggetta a un forte rischio di estinzione.
Il REI si compone di cinque Libri, in cui sarà classificata l’eredità culturale
immateriale della Sicilia.
IL LIBRO DEI SAPERI, in cui saranno iscritte le
tecniche di produzione, le materie prime impiegate e i processi produttivi che
identificano un particolare prodotto legato alla storia e alle tradizioni
antiche di un gruppo sociale o una località (es.: prodotti di artigianato
artistico, ricette tradizionali, prodotti enogastronomici). L’attenzione quindi
è rivolta ai saperi immateriali che si sostanziano nei prodotti. Nel presente
dispositivo, l’area del Libro dei Saperi acquista una rilevanza centrale e
strategica, in quanto l’ambizione sottesa all’intera operazione è quella di una
possibile riclassificazione globale dei saperi produttivi tradizionali che
saranno legittimati da fondamenti scientifici e trasformati da prodotti di
consumo in prodotti della cultura, salvandoli quindi dal rischio di estinzione e
collegandoli alle contemporanee politiche di sviluppo locale-globale, comprese
quelle promosse su propulsione comunitaria.
IL LIBRO DELLE CELEBRAZIONI, in cui si
classificheranno i riti, le feste e le manifestazioni popolari religiose e
pagane, legate ai cicli lavorativi, all’intrattenimento e ad altri momenti
significativi della vita sociale di una comunità e che affondano le loro origini
nel passato e che ancora oggi sono sentite come essenziali momenti di
espressione della collettività. In questo ambito, si avverte l’opportunità di
una rivisitazione delle celebrazioni di tradizione più marcatamente civile ed
attinenti, in particolare, al MEDIOEVO. Nella proposta di mappa preliminare
esemplificativa, la presenza di beni tipologici quali la Contea dei Ventimiglia
(Libro dei Luoghi), il Palio dei Normanni di Piazza Armerina (Libro delle
Celebrazioni), il Palio della Contea di Modica (Libro delle Celebrazioni) stanno
a significare tale opportuno riequilibrio di attenzione alla complessa
stratigrafia storica della Sicilia.
IL LIBRO DELLE ESPRESSIONI
raccoglierà le espressioni
artistiche letterarie, musicali, teatrali, le minoranze linguistiche ed altre
forme di comunicazione che rappresentano un modo di sentire e di essere di un
determinato gruppo sociale o comunità. In questo ambito grande attenzione è
posta alle parlate alloglotte (siculo-albanesi e gallo-italiche). La tradizione
musicale/canora liturgica greco-albanese, soprattutto quella dell’Eparchia di
Piana degli Albanesi, anche nelle pertinenti riclassificazioni in corso, risulta
uno straordinario esempio di rapporto creativo tra tradizione ed innovazione. Di
notevole importanza sono anche i tradizionali canti del lavoro (contadini,
tonnarioti, carrettieri). L’evocazione alta della contemporaneità è tratteggiata
mediante alcuni autori della scrittura universale (Verga, Pirandello, Sciascia,
Quasimodo, Vittorini, Tomasi di Lampedusa, Piccolo ed altri), nei quali
straordinario risulta il nesso tra universalità e territorialità/identità, tra
scrittura e luoghi, e per i quali, non a caso, di recente, sono stati promossi
percorsi di valorizzazione e viva fruizione cognitiva, anche nella forma
peculiare dei Parchi letterari.
IL LIBRO DEI LUOGHI: in cui si individueranno gli
spazi culturali dove si praticano attività quotidiane o eccezionali che
costituiscono un riferimento per la popolazione di quel luogo, compresi i luoghi
del mito, della storia, della letteratura, della leggenda. Il LIBRO DEI TESORI UMANI VIVENTI: è l’area più innovativa e vitale del dispositivo ordinamentale del REI. Sono finalmente gli uomini, in carne ed ossa, ad essere riconosciuti beni culturali immateriali, quelli portatori dei saperi tradizionali vitali, dal rais al ceramista, al liutaio, alla ricamatrice, allo scalpellino, al cantore, all’enologo, al caseario e così via. Il criterio selettivo è quello della unicità, vale a dire si tratta di soggetti detentori unici dei saperi tradizionali pertinenti. Non un “Museo vivente” dei saperi tradizionali e millenari, ma un “Laboratorio vivente” dei saperi, costituito da una schiera straordinaria di maestri, insieme detentori ed innovatori. |
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